giovedì 20 marzo 2014

LEZIONE IN INGLESE CON UN'INSEGNANTE MADRELINGUA

PARLIAMO INGLESE

 


All’inizio di gennaio abbiamo cominciato il lavoro con un'insegnante madrelingua inglese. Un'attività che servirà molto alla classe, infatti con noi parla esclusivamente inglese: alcune volte non riusciamo a capire ciò che dice e quindi chiediamo spiegazioni alla professoressa De Angelis. Lavoriamo con lei una volta a  settimana: il giovedì. Ci divide in gruppi per sequenza di banchi e ci dà degli esercizi che poi dobbiamo correggere in classe con tutti i compagni. Il primo giorno ci ha dato un libretto come se fosse una prova invalsi di inglese.
Durante queste lezioni affrontiamo diversi argomenti anche attuali come la politica, le nuove tecnologie; in questo periodo stiamo parlando anche di persone importantissime per l’Italia come il giudice Falcone. La lezione dell'insegnante madrelingua è meno pesante rispetto alla normale lezione di inglese, perché non ci assegna da studiare in classe e neanche a casa e quindi la prof. De Angelis è costretta a darci i compiti dal mercoledì al venerdì. 
La docente madrelingua è una ragazza molto simpatica e fa delle domande solo a chi vede più attento, a sgridare i disattenti ci pensa la De Angelis che sta in classe con noi. Spero di imparare molto da questa attività, perchè parlando solo inglese si impara meglio e quindi potrò avere una maggiore preparazione  per l’esame di inglese.
GIUSEPPE DE GAETANO


mercoledì 19 marzo 2014

ACCADE NELLA NOSTRA SCUOLA - lettera a La Repubblica

Sabato scorso è apparsa su Repubblica nella rubrica "Posta celere" di Piero Colaprico, sulle pagine di Milano, una lettera che raccontava un bell'episodio accaduto nella nostra scuola. Riportiamo la lettera e la risposta del giornalista.



Una lezione di vita in perfetto mandarino
UNA prima media della «mezza periferia» di Milano, a forte immigrazione. Un ragazzo presenta un compito di Scienze in ideogrammi cinesi: non è una barzelletta, come d’obbligo è stato inserito secondo l’età, non secondo le competenze. Sta di fatto che l’italiano non lo conosce ancora, ma neppure la docente conosce il cinese mandarino! Però ha l’idea di chiamare una compagna, anche lei di quel paese, perché legga e, se ne è capace, traduca.
Questa, una timida e minuta undicenne, da poco arrivata anche lei in Italia, esce in punta di piedi dal banco, legge e poi, per quello che può, traduce. La classe sorride, ma non irride, è incuriosita da quella scansione cantilenante della lettura e poi da «quel che viene» nella nostra lingua. Io non posso fare a meno di applaudire trascinandomi, in questo, l’eco di tutti i compagni. La ragazzina, a modo suo, arrossisce, stupita di tanto clamore sulla sua persona, ma si vede che ne esce gratificata, una volta tanto utile e apprezzata dagli altri, quanto gli altri cercano di fare con lei. Una vicenda su cui ci sarebbe molto da riflettere.
Io che ci facevo nella classe? Sono, per così dire, il suo occasionale «docente di sostegno» per l’area scientifica, mero volontariato in quanto neo pensionato ma, in questo caso, completamente nuovo alla realtà didattica ed educativa d’oggi. Ovviamente, a ruoli invertiti, sarei out. 
                                                                                                   Ubaldo Busolin
 
Questa lettera, caro pensionato di sostegno, spero arrivi sulla scrivania di moltissime persone. È attraverso questa bambina, persone come lei, scuole di mezza periferia, che la nostra umanità può camminare, correre, respirare, oppure zoppicare, annaspare, rischiare. C’è chi divide e chi unisce, in questo mondo, e quando lei dice che la classe «non irride» va a toccare un tema che chiunque abbia figli alle elementari, alle medie, alle prime classi dei licei, conosce: quel «mi piace» di facebook usato per far male, quel bulletto che prova a imporre la sua legge, quell’insegnante che sta fallendo sia la missione educativa, sia forse la sua vita, e se la prende con lo studente più fragile. È tutto questo, a volte, che viene scagliato addosso all’immigrato, o al ragazzino adottato, alla ragazzina meno «corazzata», alla persona che fatica a stabilire i confini tra sé e il mondo che lo circonda. Perciò, una lezione di mandarino, eccome se può aiutarci: grazie alla sua lettera «inside».
                                                                           Piero Colaprico




 

domenica 23 febbraio 2014

LA 3^B CONTRO IL BULLISMO - Riflessioni

NOI CONTRO I BULLI

Questa esperienza mi è stata d’aiuto, perché mi ha insegnato a reagire a questi atti e  andare a chiedere aiuto. Prima avevo paura di parlare, perché ho sempre pensato che nessuno mi avrebbe aiutato. Secondo me  tutti dovrebbero essere aiutati almeno da una persona per sapere di non essere soli.

A chi è vittima di bullismo vorrei consigliare di parlare e non tenere tutto dentro, perché da solo non puoi, ma insieme a noi sì! Per una volta nella mia vita sono riuscita a dire quello che penso anche se alla fine mi hanno attaccato, ma non mi importa, perché nessuno ha il diritto di insultarmi solo perché sono diversa.

E ricordate sempre “Se non ci fossero persone diverse non esisterebbe la perfezione”.

                                                                                              - Jessica Iskandar

Questa esperienza mi ha aiutato a capire che ci sono persone che subiscono atti di violenza e che il bullo a volte lo fa per sfogare la sua rabbia, forse perché ha avuto un’infanzia difficile, o aveva dei problemi che ci sono tutt’ora e che non sono scomparsi. Tutt’ora ci sono ragazzi che continuano a ferire senza rendersi conto del male che fanno.

Se sei un cyber bullo ti consiglio di smetterla, sai a volte una parola ferisce più di un gesto. Hey bulli ricordatevi che “insultando noi, non renderete migliore voi ”.

                                                                                                     - Giulia Curatolo 



Gli incontri che abbiamo svolto con il “Telefono azzurro”, sono stati molto interessanti ed è stato importante per la classe riflettere sul nostro rapporto d’amicizia e d’unione come gruppo classe.
Mi sono stati utili i consigli dati dalle esperte, ne farò tesoro anche in futuro.            - Davide Vigilante


I due incontri sono stati interessanti e mi hanno fatto riflettere, perché effettivamente i problemi di cui abbiamo parlato esistono e bisogna cercare di risolverli.
Penso di aver capito come bisogna comportarsi in determinate situazioni per far cessare le prese in giro di alcuni compagni.          -Ottavia Rotoli

Gli incontri  di “Telefono azzurro” sono stati divertenti e utili, perché mi hanno fatto riflettere sulla brutta situazione in cui si trovano alcuni ragazzi che sono vittime del bullismo. Io penso che  le persone che vedono quello che succede alle vittime, debbano aiutarle e non ridere .        -Tharindi Perera

Gli incontri con il “Telefono azzurro” sono stati molto belli e interessanti, perché abbiamo fatto un lavoro strutturato molto bene e perché mi ha fatto riflettere sulla situazione di alcuni ragazzi presi di mira dai bulli.
Questo laboratorio mi ha fatto capire che devo aiutare le persone prese di mira dai bulli e non farli sentire male ridendo quando li prendono in giro.         -Isa Piccione

Gli incontri con il “Telefono azzurro” sono stati interessanti e molto utili perché ci sono molte persone che soffrono per problemi di bullismo.
Grazie a questa esperienza, molti ragazzi  possono seguire i consigli emersi nel corso del laboratorio.              -Elea Marie Pineda.

Questo incontro è servito molto sia a me che alla classe; sono felice di questa esperienza vissuta con le operatrici del “Telefono azzurro”; credo che le persone che soffrono a causa del bullismo abbiano capito che prima o poi la verità viene sempre a galla.           -Giuseppe De Gaetano

I due incontri con il “Telefono azzurro” sono stati utili alla classe, perché ci sono alcune persone che sono vittime di bullismo. Il laboratorio è servito anche a fare ragionare ogni singola persona e credo che ora ognuno stia un po’ più attento a non prendere in giro gli altri.        -Laura Locatelli
Il laboratorio con il “Telefono azzurro” è stato molto interessante e coinvolgente, ci ha avvicinati molto sia come classe che come amici, sono sicuro che sia piaciuto a tutti, sia ai prof. che agli alunni. Le signore che ci hanno illustrato i bullismo in tutte le sue sfumature non ti permettevano di distrarti per i loro discorsi pertinenti facendo partecipare tutti senza escludere nessuno.        -Andrea Sabia

Il laboratorio sul bullismo con il ”Telefono Azzurro”  è stato molto interessante, perché ci ha fatto capire che  fare i bulli non fa bene a nessuno, anche al diretto interessato. Il lavoro svolto nei due incontri ha coinvolto tutti liberamente e durante  questi incontri abbiamo riflettuto sulle diverse forme di bullismo e le possibili azioni che condizionano la situazione. Le operatrici ci hanno fatto vedere dei video realizzati in alcune scuole, le quali hanno aderito al medesimo laboratorio da noi frequentato. I video sono stati commoventi e, in alcuni casi, il bullo/a ha capito che è brutto maltrattare amici, compagni e familiari.  Io sono contrario al bullismo: “ NO TO BULLYING,  I’M HAPPY!“ , ferma il bullismo PARLA ORA !        -Gara ad Arezzo

Il laboratorio sul bullismo è stato bello e interessante e ci ha insegnato delle belle cose.
Nel primo incontro abbiamo ripreso gli argomenti di cui avevamo parlato l’anno precedente.Ci hanno fatto capire che il bullismo è una cosa molto brutta.
Sono stati due incontri molto utili per tutti!           -Lorenzo De Lucia

Gli incontri del laboratorio sul bullismo sono serviti  molto per avere una classe più unita, soprattutto perché è stato divertente e contemporaneamente molto interessante.
Un’altra cosa importante è la riflessione su quello che subisce una vittima del bullo
e come si fa a diventare bulli e come si può aiutare a risolvere questa situazione.
Sono stati molto belli anche i video e “i giochi” fatti durante il laboratorio.    -GIORDANO BIANCHI

Il laboratorio sul bullismo mi è servito per capire che il bullo non deve essere appoggiato dalla maggioranza della classe, e la vittima deve essere sempre difesa. - NATASHA WIJESEKARA

Gli incontri con le esperte del “Telefono azzurro” sono stati molto interessanti e hanno fatto riflettere la classe sui nostri rapporti. E, cosa più importante, hanno contribuito a far conoscere problemi e difficoltà di tutti coloro che restano vittime del bullismo.           - ALESSANDRO STRINGA

Il laboratorio sul bullismo è stato molto interessante e utile perché è servito a farci riflettere sul nostro rapporto in classe, con gli amici e con le persone che non conosciamo.       - MATTEO BURLANDO

Gli incontri con il “Telefono azzurro” sono stati utili, perché ci hanno fatto capire chi sono i bulli e soprattutto quali sono le vittime che vengono sempre colpiti con il bullismo.
Con questo progetto abbiamo anche capito che tutti noi abbiamo una cosa in comune e nessuno di noi è diverso tra l’altro.
Grazie a questi due incontri abbiamo trovato il coraggio anche di dare i nostri consigli agli altri e ringrazio il TELEFONO AZZURRO perché ci ha insegnato queste cose molto Utili.
Quindi  non abbiate paura di dire quello che vi sta succedendo in questo momento.  PARLA ORA”     -Joas Klem Y. Gutierrez

Il laboratorio con il "Telefono Azzurro" è stato molto utile, perché ci ha fatto capire che fare il bullo non dà piacere agli altri, e abbiamo anche capito che tenere tutto dentro non aiuterà a risolvere tutti i propri problemi. Quindi se una persona si comporta da Bullo con te, abbi il coraggio di dirlo a una persona adulta. “PARLA ORA”.             - Han Zhou Miao
Gli incontri con il “Telefono azzurro” mi sono piaciuti molto, perché abbiamo lavorato in gruppi e abbiamo visto dei filmati che ti facevano ragionare sul fatto che il bullismo si può sconfiggere isolando i prepotenti e poi dicendo ai genitori o ai prof o agli amici quello che ti succede e poi ascoltare la musica è stato molto piacevole.      - Mattia George Brown 

L’incontro con il “Telefono azzurro” è stato noioso, perchè sapevo già le cose che ci hanno detto e non mi interessava più di tanto.                  - Loris Convertini

Il laboratorio con il “Telefono azzurro” è stato interessante e utile per me e mi ha fatto riflettere su molte cose come non prendere in giro i compagni e avere un buon rapporto tra compagni di classe.           -Jeanpierre Pena

Gli incontri con il “Telefono azzurro” sono stati interessanti, secondo me sono serviti molto, perché in classe ci sono dei ragazzi che soffrono a causa del bullismo e ci è servito per capire che non si dovrebbe appoggiare il bullo, ma  aiutare chi è in difficoltà.
- Yu Jonathan

Il laboratorio sul bullismo è stato interessante. Mi è sembrato utile, perchè dopo il lavoro la classe è diventata più unita.    - Andrea Bollani

 

venerdì 14 febbraio 2014

LA 3^B CONTRO IL BULLISMO -Primo incontro



 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

NOI CONTRO I BULLI


 


Le ultime due ore di martedì 21 la professoressa Brandi ci ha 
fatto la sorpresa di far partecipare la classe a un laboratorio gestito da due operatrici del “TELEFONO AZZURRO” sui temi del bullismo.

Il Telefono Azzurro è un’associazione creata per aiutare i ragazzi con problemi. Già l’anno scorso avevamo partecipato ad un laboratorio su questi temi e quest’anno con le stesse persone abbiamo ripreso il filo del discorso. 

All’inizio abbiamo ricordato l’importanza dell’empatia, cioè della capacità di mettersi nei panni degli altri e “ripassato” i vari tipi di bullismo: diretto, indiretto e il cyber bullismo.

Il bullismo diretto consiste nel picchiare o insultare direttamente, faccia a faccia con la vittima.

Il bullismo indiretto, invece, consiste nell’escludere qualcuno da un gruppo e lasciarlo in disparte oppure parlargli dietro (inventando cose non vere su di lei o su di lui).

Il cyber bullismo è una forma di bullismo indiretto che utilizza i moderni strumenti informatici per mandare messaggi o email anonimi, insultando la vittima da un computer o da un telefono.

Le operatrici anche quest’anno hanno sottolineato che il diffondersi o meno di questo fenomeno può molto dipendere dall’atteggiamento che assumono le persone che assistono a questi episodi che possono aiutare o contrastare il bullo e il bullo è indirettamente aiutato anche da quelle persone che pur sapendo cosa succede non parlano.


SE SEI UN BULLO FERMATI, SE FAI PARTE DELLA MAGGIORANZA SILENZIOSA PARLA!!!!!




  Alla fine del primo incontro, per farci riflettere sui diversi sentimenti che si possono provare nelle situazioni di bullismo, ci hanno dato un cruciverba da compilare, ogni parola riguardava gli stati d’animo del bullo, della vittima, del gruppo e infine della maggioranza silenziosa.


a cura di Giulia Curatolo e Jessica Iskandar

LA 3^B CONTRO IL BULLISMO - Secondo incontro


 NOI CONTRO I BULLI



 Martedì 28 gennaio abbiamo avuto il secondo ed ultimo incontro del nostro laboratorio sul Bullismo.

Ci hanno proposto dei filmati che corrispondevano a situazioni di bullismo diretto e indiretto  su cui ci siamo confrontati

Abbiamo quindi riflettuto su quali erano le caratteristiche  che ci contraddistinguevano come gruppo classe e quali avrebbero potuto essere gli obiettivi che ci potevamo dare per vivere meglio con i nostri compagni. Ci hanno poi consegnato un foglio dove poter scrivere 3 cose che potrebbero far star meglio la classe. Anonimamente tutti hanno scritto quello che desideravano per avere un clima di classe migliore ed è risultato che più di metà di noi ragazzi voleva MENO PRESE IN GIRO
Successivamente, divisi in 4 gruppi, abbiamo provato a trovare degli slogan contro il bullismo, per esempio :

“ FERMA IL BULLISMO, PARLA ORA! ”
  “ BASTA IL BULLISMO, VIVA LA VITA! ”
Più  BULLI, Più TRISTEZZA ”
“ NO AL BULLISMO, Sì ALL’AMICIZIA ”

Dopo aver inventato gli slogan ogni gruppo ha provato a mettersi al posto del bullo, della vittima e della maggioranza silenziosa e a trovare soluzioni per far cessare questi atti di violenza.


a cura di Giulia Curatolo e Jessica Iskandar



AUTOBIOGRAFIA - Un episodio rivelatore 4



UN EPISODIO RIVELATORE

Nell’armadio della camera da letto trovai un album di foto molto vecchie.
Girai le pagine molto lentamente, sorrisi per tutti i ricordi che mi tornavano alla mente.
Poi vidi questa foto, rimasi a guardarla per molti minuti.
E’ stata scattata quando avevo 7 anni nelle Filippine.
Stavo cavalcando un cavallo per fare il giro della città.
La città si chiama Baguio ed è situata su una montagna.
Siamo andati li, per visitare i nostri parenti durante le vacanze estive.
Ero magra e bassa. Avevo i capelli sciolti. Sorridevo ed ero anche molto imbarazzata, perché tutti i turisti e alcuni abitanti della città mi stavano fissando.
Mi ricordo benissimo l’episodio: appena siamo arrivati a Baguio abbiamo fatto la spesa per preparare il pranzo e siamo andati in un posto dove c’erano cavalli di vario tipo.. alti, bassi, neri, marroni, bianchi ecc..
Mio papà ha scelto per me, perché io ero occupata a mangiare il mio panino al prosciutto.
Quando finii, i miei genitori mi fecero salire e iniziai a preoccuparmi.
Dopo un po’ arrivò un signore che guidò il cavallo.
Ognuno, in famiglia, aveva un cavallo.
Andavamo tutti insieme con la stessa velocità, finché il mio cavallo iniziò a fare i suoi bisogni in strada.
Io ero molto imbarazzata e infastidita perché ero l’ultima e ho dovuto aspettare che esso finisse.
Nonostante il disappunto per il comportamento del mio cavallo, è stata una bellissima esperienza, che mi piacerebbe ripetere.
                                                         Elea Marie Pineda.

AUTOBIOGRAFIA Un episodio rivelatore 3



UN EPISODIO RIVELATORE

Mentre stavo cercando una foto per la verifica di antologia, ne ho trovata una dentro un album che mi ha fatto tornare in mente un bel ricordo. Questa foto è stata scattata il 21 luglio del 2007.
Era la sera in cui avevo festeggiato il mio settimo compleanno ed ero a Marsala a casa di mia zia Mariella. Nell’immagine stavo mangiando un arancino, una fetta di pizza e una focaccia al ragù.
Avevo 7 anni appena compiuti, ero molto magro e abbastanza alto e poi portavo i  capelli a caschetto senza il ciuffo biondo. Stavo sorridendo e avevo la bocca sporca di sugo.
Ricordo molto bene che in quella serata ero felicissimo, perché la mattina ero andato al mare e di pomeriggio avevo giocato a calcio con mio cugino e con i suoi amici Alex, Davide, Simone e Salvatore e ovviamente ero felice anche perché era il mio compleanno ed ero impaziente di aprire i regali davanti ai nonni, agli amici e ai miei adorati zii.
Quando ieri sera ho visto questa foto, ho provato nostalgia per quei momenti passati giù in Sicilia e sinceramente anche invidia per il fisico che avevo prima. Ogni anno quando vado giù in Sicilia festeggio il mio compleanno e mi diverto sempre di più. 
Isa Piccione